L’ipnosi dell’anima ha origini antichissime, infatti, nell’antica Cina, Wang Tai, fondatore della medicina cinese, insegnava ai suoi allievi una tecnica che si fondava sull’uso delle mani, le quali passavano al di sopra del corpo delle persone sottoposte alla cura e tramite esse era possibile ottenere guarigioni. Questa tecnica si diffuse nella medicina induista, nell’antica civiltà egizia e in seguito anche nella Grecia antica nella  pratica del culto di Asclepio dove si operava nei templi del Sonno. A Roma, in seguito, vennero dedicati numerosi templi ad Esculapio, dove i sacerdoti lenivano le sofferenze con il tocco delle mani e l’induzione di uno stato simile al sonno.

Paracelso, il medico dell’anima, sviluppò la teoria del magnetismo animale, cioè l’esistenza di un fluido universale capace di connettere l’uomo con l’universo con la trasmissione di un fluido risanatore.

Mesmer, in seguito con il mesmerismo, nel diciottesimo secolo ripropose la teoria di Paracelso del  magnetismo animale. Oggi, come allora, l’ipnosi dell’anima, utilizza un leggero tocco delle mani sulle varie parti del corpo, ristabilisce l’equilibrio perduto facendo “lavorare” la propria parte saggia. Dopo una prima parte di induzione sciamanica, la persona entrerà in uno stato meditativo di ricezione profonda dove potrà, finalmente, entrare in contatto con la sua parte più intima e segreta, l’anima e ricevere messaggi velatamente tenuti nascosti dalla superficie esteriore, ottenendo così grandi benefici spirituali e fisici.

 

esculapio